C'era una volta...la nascita di Monte Prena

Aggiornamento: mar 4

Ci troviamo nel comune di Castelli (TE), ad ammirare questa meraviglia geologica, lungo uno dei percorsi più difficili e sconosciuti del Gran Sasso D'Italia.


Immani e costanti forze compressive, a grande profondità ed alta temperatura, deformavano gli strati sedimentari rocciosi dei calcari del Cretaceo, rendendoli duttili come plastica e piegandoli. Essi poi emergeranno dando vita al nostro Appennino abruzzese. Successivamente, le glaciazioni del quaternario e l'erosione fluviale, li porteranno a nudo, facendoli ammirare all'occhio umano, presso la forra del fosso della Pila oltre i 1600m.

In questo punto, in inverno, convergono immani valanghe che generano un nevaio stagionale che rimane per tutta l'estate, e sovente fino all'autunno.

Un tempo questi nevai erano perenni con nucleo di ghiaccio, ed i pastori potevano passarci sopra con le greggi, spostandosi attraverso i pascoli. Venivano altresì usati anche come cave di ghiaccio da tagliare, per poi trasportarlo a valle per la vendita.


Fabrizio Sulli

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