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L'Abruzzo è una regione per gran parte montuosa nell'Appennino centrale. Per via della sua particolare geografia presenta caratteristiche molto diverse tra loro determinate dalla presenza di numerose vallate montane a ovest e conche interne.

Artemide persiana, statuetta rinvenuta dal tempio italico di Colle San Giorgio di Castiglione Messer Raimondo (TE), conservata nel Museo archeologico nazionale d'Abruzzo, Chieti

Storicamente il nome "Abruzzo" deriva dal nome della contea dell'Aprutium, situata nel teramano, e a sua volta il nome Aprutium deriva dall'antico popolo dei Pretuzi che popolava quel territorio.

L'Abruzzo è una regione per gran parte montuosa nell'Appennino centrale. Per via della sua particolare geografia presenta caratteristiche molto diverse tra loro determinate dalla presenza di numerose vallate montane a ovest e conche interne.

Artemide persiana, statuetta rinvenuta dal tempio italico di Colle San Giorgio di Castiglione Messer Raimondo (TE), conservata nel Museo archeologico nazionale d'Abruzzo, Chieti

Storicamente il nome "Abruzzo" deriva dal nome della contea dell'Aprutium, situata nel teramano, e a sua volta il nome Aprutium deriva dall'antico popolo dei Pretuzi che popolava quel territorio. 

Le prime attestazioni di Aprutium provengono dalle lettere del papa Gregorio Magno, una delle quali diretta a un "Oportunus de Aprutio", probabilmente riferendosi alla diocesi di Teramo, terra degli antichi Pretuzi. Flavio Biondo infatti opinò nella Italiae illustrate[1] che l'attuale toponimo fosse una derivazione di "Aprutium", che a sua volta derivava dal toponimo antico "Praetutium", cioè nei documenti spesso per citare un luogo o una chiesa o un casale nella storica Contea di Aprutio ossia di Teramo, si inseriva il complemento di luogo "ad Praetutios", che successivamente si corruppe in "ad Pruttios" nel volgare, infine in "Abruzzo".

Ci sono altre versioni che vogliono che il termine derivi da aper che vuol dire cinghiale, sottolineando che la terra d'Abruzzo, poco esplorata sino al XVII secolo fosse una terra aspra e ostile popolata da cinghiali e bestie feroci, ma si trattano di congetture dei geografi del XV-XVI secolo, come il Pontano. L'Abruzzo infatti apparve per la prima volta sulle carte geografiche moderne nel 1589 con Abramo Ortelio, ma fu mostrata soltanto la porzione dell'Abruzzo Citeriore, ossia dell'attuale provincia di Chieti, a testimonianza di come fossero confuse e frammentarie le idee sul conto di questa regione.

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